La nuova gualdese

Scritto da Roberto Casaglia. Postato in Aurelie Filippetti

A Parigi sfida Google e Amazon, giganti del web, in difesa del diritto d'autore.
Una lady, anzi una madame, di ferro che però, nella città dei suoi nonni e dove ha trascorso molte vacanze della propria infanzia leggendo Baudelaire e Verlaine nella quiete di Santo Marzio o ascoltando i Doors sui prati della Valsorda, si commuove e torna ad essere semplicemente Aurélie.
Non la scrittrice di successo, non il ministro di uno dei dicasteri più importanti di Francia.
Semplicemente Aurélie.

 

aurelie filippetti 03Così,quando appena scesa dall'auto del Corpo Diplomatico sente invocare il proprio nome, dopo aver salutato le autorità, scappa dal controllo della scorta per andare di corsa ad abbracciare parenti e amici.

Gualdo Tadino ha mostrato il proprio affetto alla "sua" Aurélie, che lo ha sinceramente ricambiato.

Il Consiglio Comunale le ha conferito la cittadinanza onoraria e non poteva esserci atto più consono per ufficializzare un legame che in realtà è stato sempre solido.

A partire da quando, bambina, assistette alla firma del gemellaggio tra Gualdo Tadino e Audun-le-Tiche nella sala consiliare del municipio, accanto a papà Angelo all'epoca vicesindaco della cittadina francese e grande fautore del patto di amicizia tra le due comunità che ancora oggi è vivo e molto sentito.

Una unione che, visibilmente emozionata, ha tenuto a ribadire il 23 novembre scorso nella chiesa di San Francesco, dove il sindaco Roberto Morroni le ha consegnato l'onorificenza massima del Comune e dove ha ricevuto dal prefetto Vincenzo Cardellicchio, per il nonno Tommaso e lo zio Mariano, le Medaglie d'Onore della Repubblica ai deportati gualdesi nei lager nazisti: "E' un grande piacere per me essere qui oggi, dove c'è un pezzo del mio cuore, dove ci sono le mie radici, i miei ricordi di adolescente e dove nasce la mia famiglia.
Ricevo con grandissimo piacere la cittadinanza onoraria di Gualdo Tadino che dedico in particolar modo a mio padre Angelo, che amava molto questa città, con la quale ha voluto instaurare un solido e duraturo gemellaggio, e a mio nonno Tommaso, che ha lavorato nelle miniere e ha combattuto per la libertà.
Da oggi sono anch'io una cittadina di Gualdo: la città che era di mio nonno ora è la mia e la porterò sempre nel cuore. Amo Gualdo, amo l'Umbria, amo l'Italia".

 

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Poi la visita al Museo dell'Emigrazione e alla Rocca Flea, due simboli della città. Una città che adesso è anche sua.

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