L’unione fa la forza

Scritto da Super User. Postato in Storie

Una svolta epocale.
Il Gualdo Calcio che opera una fusione, impensabile fino a qualche mese fa, con il Casacastalda.

La regia di questa operazione, che rimarrà nella storia calcistica di Gualdo Tadino, è di Matteo Minelli.
"In un periodo di grave crisi economica è importante unire le forze", ha sottolineato più volte l'imprenditore gualdese che, insieme alla dirigenza storica, aveva portato in tre anni il Casacastalda dalla Promozione ad un soffio dalla Lega Pro.


Così, da quella che inizialmente sembrava una boutade, è nato un progetto serio e ambizioso, che ha nel settore giovanile il suo perno.
Un notevole investimento, infatti, la neonata società lo ha rivolto al vivaio, ingaggiando tecnici di spessore e tesserando ragazzi provenienti da Foligno, Fabriano, Gubbio e addirittura da Terni, oltre che ovviamente dall'ex settore giovanile del Gualdo.

Un progetto che in poco tempo è divenuto realtà e che, dopo i fasti del Gualdo dei professionisti, torna ad essere uno dei riferimenti calcistici dell'Umbria.
In questo ambito la nuova società si è avvalsa del grande lavoro svolto negli anni trascorsi dall'As Gualdo Calcio che, ripartita da zero nel 2006, era riuscita a tenere in vita il settore giovanile centrando anche ottimi risultati, con due delle tre squadre collocate nelle massime categorie regionali e, soprattutto, con molti ragazzi ai quali in questo periodo è stata data la possibilità di svolgere un'attività sportiva.

Il serbatoio da cui il Gualdo Casacastalda attingerà sarà sempre la Angelo Barberini, la società costituita dalla famiglia del Presidentissimo, nata per svolgere in primis una funzione di carattere sociale.
L'intento della dirigenza del Gualdo Casacastalda è quello di formare giocatori che, al termine del percorso, approdino in prima squadra.gualdo casacastalda

Per quanto concerne invece la compagine che ha iniziato a disputare il campionato di serie D, la società è stata chiara: "Puntiamo a un campionato da protagonisti".
Il Gualdo viene da una storia importante, che è divenuto patrimonio della nuova società, e da una gestione che ha sempre cercato di rimanere "professionista", grazie anche a strutture sportive di alto livello.
Il Casacastalda è una società che nei sui trenta anni di storia ha dato esempio di gestione oculata e di una perfetta coordinazione della componente più preziosa che una società di calcio a questi livelli deve avere: il materiale umano, che a volte conta più delle possibilità economiche.
Le due dirigenze hanno cercato di unire il meglio, in termini di modalità di lavoro, mentalità e materiale umano.

Lo scorso aprile, durante le tappe di avvicinamento che hanno portato alla fusione, anche le istituzioni dei due comuni coinvolti, Gualdo Tadino e Valfabbrica, hanno dato parere favorevole al progetto di fusione definendolo "una notevole opportunità per il territorio".
Lo scopo primario di questa unione di forze è infatti quello di arricchire, sotto molti aspetti, il comprensorio di una realtà sportiva ambiziosa. Positiva in tal senso anche la risposta degli sponsor delle due vecchie società, che hanno tutti confermato il proprio sostegno e sono addirittura aumentati di numero nonostante il difficile momento economico.

Tra gli obiettivi c'è quello di elevare il prestigio della società attraverso una gestione professionale di tutte le attività agonistiche. Per questo è stato elaborato un progetto organizzativo che intende arrivare a rappresentare un esempio di qualità ed efficienza.
Quella del Gualdo Casacastalda sarà anche una politica di alleanze e collaborazioni che intende coinvolgere tutte le altre società del comprensorio.

Anche il logo del nuovo sodalizio è nato dalla perfetta fusione dei colori delle società precedenti e dalle caratteristiche storiche dei due centri, distanti appena dieci chilometri: il biancorosso con San Michele Ar-cangelo, compatrono della città di Gualdo Tadino (presente anche nello stemma dell'As Gualdo Calcio) e il gialloverde con il Grifo che sormonta il Castello, che rappresenta la comunità di Casacastalda.

Tre le maglie da gioco: una rossa, una gialla e una nera, quest'ultima ideata e personalizzata da un gruppo di lavoro per celebrare la fusione.

Sebbene ci sia ancora chi storce il naso, la fusione ha ricevuto la «benedizione» anche dai tifosi storici del Gualdo, un via libera inizialmente per nulla scontato, ma che ha avuto la capacità di dare ulteriore forza alla nuova dirigenza.
«Siamo pronti anche a confrontarci con chi dissente dalla nostra idea, oppure magari non comprende fino in fondo l'importanza di quello che sta accadendo», hanno scritto in un comunicato nei giorni caldi antecedenti la chiusura dell'accordo tra i due sodalizi. A testimonianza del-l'attaccamento della parte più calda della tifoseria ai nuovi colori, la disponibilità di alcuni componenti a riverniciare le ringhiere del «Luzi» e l'organizzazione della lunga trasferta in notturna a Chiavari, in occasione della Tim Cup.

«Nel calcio esistono dei forti campanilismi, che spesso e volentieri vengono prima degli interessi comuni, ma li abbiamo superati - dice con soddisfazione Matteo Minelli - Ora l'importante è procedere insieme e di pari passo».

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